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OpenAI–Amazon, robot cinesi low cost e Netflix apre store fisici

Buongiorno! C’è una verità scomoda che preferiamo ignorare: quello che creiamo è lo specchio di chi siamo.

Il prodotto, il brand, il lavoro che mettiamo là fuori raccontano molto più di mille bio o dichiarazioni d’intenti. Se è curato, probabilmente ci tieni davvero. Se è fatto di fretta, forse anche tu stai andando di fretta.

Creare è un atto di onestà. E non mente mai.

Nell’edizione di oggi:

  • Robot cinesi: Costano un decimo e li lanciano il prossimo anno!

  • Trump: Chiede una fortuna alla BBC.

  • Nuova scommessa Netflix: Apre degli store fisici.

TECNOLOGIA
OpenAI parla con Amazon per un investimento mostruoso

OpenAI sarebbe in trattative per raccogliere almeno 10 miliardi di dollari da Amazon, secondo quanto riportato da The Information.

L’operazione includerebbe anche l’utilizzo dei chip AI proprietari di Amazon, rafforzando ulteriormente una relazione che negli ultimi mesi ha accelerato in modo evidente.

Il contesto: La notizia arriva poco dopo l’accordo da 38 miliardi di dollari firmato a novembre con AWS, che garantisce a OpenAI accesso massiccio a infrastruttura cloud e GPU Nvidia nei data center di Amazon, con pieno dispiegamento previsto entro il 2026.

  • In pratica: OpenAI ha bisogno di potenza di calcolo, Amazon ha potenza (e chip) da vendere.

  • Il possibile investimento segna anche un cambio di equilibrio nei rapporti con Microsoft. A ottobre OpenAI ha infatti rimosso il diritto di prelazione esclusiva di Azure, aprendo ufficialmente a una strategia multi-cloud. Microsoft resta un partner chiave, ma non più l’unico.

Tradotto: OpenAI vuole ridurre la dipendenza da un singolo fornitore mentre la domanda di compute continua a esplodere.

Perchè adesso? Il timing non è casuale. A marzo OpenAI ha chiuso un round da 40 miliardi guidato da SoftBank, con una valutazione di 300 miliardi di dollari, seguita da una vendita secondaria che ha spinto la valutazione fino a 500 miliardi.

  • L’azienda punta a 20 miliardi di dollari di fatturato annualizzato, ma continua a bruciare cassa per sostenere l’espansione infrastrutturale.

Il futuro: Se l’accordo con Amazon andrà in porto, il messaggio è chiaro: la vera guerra dell’IA non si combatte sui modelli, ma sui chip e sul cloud. E OpenAI sta costruendo il suo arsenale, un partner alla volta.

LA RAFFICA

  • Warner Bros. Discovery si prepara a chiedere agli azionisti di respingere l’offerta di acquisizione da 108,4 miliardi di dollari di Paramount Skydance, indebolita dal ritiro di un finanziatore chiave come il fondo Affinity Partners di Jared Kushner. (Scopri di più)

  • Donald Trump ha intentato una causa per diffamazione contro la BBC chiedendo 10 miliardi di dollari per un documentario sull’assalto a Capitol Hill trasmesso prima delle elezioni del 2024. (Scopri di più)

  • iRobot, il produttore dei robot aspirapolvere Roomba, ha dichiarato bancarotta negli Stati Uniti e sarà ceduto alla cinese Shenzhen PICEA Robotics, con l’azzeramento degli attuali azionisti. (Scopri di più)

  • PayPal ha presentato domanda per diventare una banca negli Stati Uniti, con l’obiettivo di lanciare PayPal Bank e offrire direttamente prestiti alle piccole imprese e conti di risparmio remunerati. (Scopri di più)

  • La Lazio guarda al Nasdaq e avvia un piano per lo sbarco sul listino Usa, suggellato simbolicamente dalla partecipazione alla cerimonia di chiusura delle contrattazioni a New York. (Scopri di più)

DA NON PERDERE

ChatGPT Images si aggiorna: immagini più fedeli, modifiche più precise e velocità quadruplicata. OpenAI ha rilasciato una nuova versione di ChatGPT Images, migliorando sensibilmente l’esperienza visiva dentro ChatGPT. Il nuovo modello è il più avanzato mai sviluppato dall’azienda: più fedele alle istruzioni, più preciso nell’editing e fino a quattro volte più veloce nella generazione rispetto alla versione precedente.

LE CHICCHE DI INIZIO SETTIMANA

  • I pianeti come la Terra potrebbero essere più comuni di quanto pensiamo. Un nuovo studio pubblicato su Science Advances suggerisce che i pianeti rocciosi e potenzialmente abitabili non sarebbero affatto rari. Ricercatori dell’Università di Tokyo hanno infatti proposto un modello alternativo di formazione planetaria, secondo cui tra il 10% e il 50% delle stelle simili al Sole potrebbe ospitare dischi protoplanetari ricchi di radionuclidi — un ingrediente chiave per creare mondi asciutti e abitabili. Insomma, la vita là fuori resta un mistero. Ma pianeti “giusti” su cui potrebbe svilupparsi? Ce ne sarebbero molti più di quanto immaginassimo.

  • Scoperte migliaia di impronte di dinosauri nel Parco dello Stelvio. Risalenti a 210 milioni di anni fa, potrebbero appartenere a branchi di plateosauri, erbivori del Triassico Superiore Nel cuore del Parco dello Stelvio è stato identificato uno dei giacimenti di impronte fossili più importanti al mondo. Migliaia di tracce di dinosauri — scoperte per caso dal fotografo Elio Della Ferrera — sono state ritrovate lungo una parete rocciosa oggi quasi verticale, ma che un tempo era pianeggiante.

  • La Cina lancia Bumi, l’umanoide da 1.400 euro che punta al grande pubblico. Un robot programmabile pensato per scuole e famiglie, a una frazione del costo dei rivali americani La Cina ha appena cambiato le regole del gioco nella robotica umanoide. Si chiama Bumi ed è un robot dalle sembianze umane che costa solo 1.400 euro — meno di uno smartphone di fascia alta. A svilupparlo è stata Songyan Power, che ne ha già previsto il lancio per gennaio 2026. Un confronto? Il robot Optimus di Tesla dovrebbe costare tra 18.000 e 27.000 euro, mentre Digit di Agility Robotics supera i 230.000 euro.

DAL MONDO

Netflix apre i suoi primi “store fisici” nei centri commerciali USA. Netflix trasforma ex grandi magazzini americani in Netflix House: spazi permanenti da 10.000 m² con negozi a tema, ristoranti ispirati alle serie cult e attrazioni live. Cosa ci trovi dentro? Un escape room di One Piece, un festival dedicato a Wednesday, merchandising di Squid Game e un panino “Hellfire Club” al bar sportivo. Il progetto cavalca il boom del retail esperienziale, dove i centri commerciali diventano luoghi d’intrattenimento e non solo di shopping.